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Formazione esperienziale

Formazione esperienziale

  • Data Inizio/Fine

    -

  • Durata

    On demand

Il workshop è diretto alle persone che, in ogni azienda o ente, partecipano a vario titolo al processo decisionale, il quale, sempre più spesso, deve maturare in brevissimo tempo, in condizioni di tensione e di stress, e sovente comporta effetti irreversibili.
Viviamo in un periodo di continua trasformazione, la mole enorme di dati in gioco nei processi decisionali, la trasformazione dei modelli organizzativi, la crisi del modello economico rendono indispensabile ottimizzare le metodologie di organizzazione dei team di lavoro.
I modelli tradizionali di progettazione delle organizzazioni e dei gruppi spesso si rivelano inefficaci, in quanto rappresentano principi statici nei quali le fluttuazioni e i cambiamenti sono visti come interruzioni da controllare ed evitare.
Il workshop assume come modello virtuoso l’intelligenza musicale, la più studiata dalle neuroscienze negli ultimi dieci anni, per la sua capacità di attivare simultaneamente le parti più performanti del nostro cervello e di consentire la realizzazione di performance di elevata complessità, caratterizzate da estrema rapidità e assenza di sforzo.

 

  • Obiettivi

    Il workshop si propone di offrire strumenti e risorse utili a favorire un processo decisionale flessibile e adattabile ai mutevoli scenari che l'attualità ci propone.

     

  • Struttura dell'attività

    Il workshop è diviso in tre parti:
     
    Modelli di Leadership musicale: Bach e Mozart
    Questa prima parte assume come modello le formae mentis di due grandi geni della musica, Bach e Mozart, considerati come leader o manager di una grande azienda, capaci di realizzare “prodotti” di eccellenza e sistemi organizzativi perfetti, gli stessi che hanno consentito loro di essere ancora leader nel mercato musicale a distanza di duecento anni dalla morte.
    Cosa possono insegnarci in merito alla definizione e al raggiungimento degli obiettivi o alla gestione del cambiamento?
    - Bach, lo specialista – Genio MonoMind – insegna a definire con chiarezza gli obiettivi e a perseguirli con efficacia e coerenza
    - Mozart, l’esploratore – Genio MultiMind - insegna ad ampliare l’orizzonte della mente, a saper gestire i cambiamenti, a saper individuare opzioni alternative di fronte a problematiche complesse.
    Questa parte del workshop è organizzata nel seguente modo:
    1. Breve ascolto e analisi di una composizione di Bach e di una di Mozart (attraverso brevi filmati), finalizzata a mettere in luce le diverse strategie progettuali e compositive
    2. Esecuzione di musiche in stile Bach o Mozart: i partecipanti vengono invitati a far musica insieme, con la voce o con semplici strumenti a percussione, nella realizzazione di musiche (di facile esecuzione) che riproducono le modalità appena viste
    3. Illustrazione di strategie manageriali collegate con lo stile Bach o lo stile Mozart: in questa parte, secondo il tempo disponibile, si potranno illustrare una o più strategie o modelli che applicano in ambito aziendale le forme mentis di Bach o Mozart.
    Strategie o tecniche collegate al modello Bach possono essere: Obiettivo SMARTER o PREMIO, Modello Lean Canvas, Ancoraggio con tecnica Psych-K, 
    Strategie o tecniche collegate al modello Mozart possono essere: Strategia Oceano Blu, Inner Child Technique, Mixaggio Fosfenico.

    Leadership resiliente: il modello della jazz band
    In un contesto di lavoro caratterizzato da forte stress, elevata tensione, trasformazione continuativa, la jazz band rappresenta un modello virtuoso da esplorare, perché è un sistema flessibile, costretto a ricercare una continua e dinamica sincronizzazione, un bilanciamento continuo tra ordine e disordine, una costruzione nell’instabilità.
    I componenti di una jazz band sono un esempio efficace per gli attuali contesti, in quanto:
    - sono capaci di operare in armonia in un ambiente caotico e turbolento
    - sono in grado di prendere decisioni veloci che tengano conto dei bisogni dell’altro
    - sono capaci di creare forti relazioni interdipendenti
    - sono pienamente protesi all’innovazione, alla creazione della novità:
    - dispongono di strategie efficaci per gestire gli errori e gli imprevisti.
    I jazzisti fanno quel che i team di lavoro di oggi sono chiamati ogni giorno a fare:
    - costruiscono risposte ai problemi senza la certezza dei risultati;
    - scoprono il futuro che la loro azione crea nel momento stesso in cui si svela.
    Quali sono le abilità e le strategie che consentono ai jazzisti di affrontare condizioni di elevata incertezza senza timori o ansie e con lucida efficacia?
    Per trovare le risposte a questa domanda, in questa parte del workshop i partecipanti verranno organizzati come una jazz band, suonando semplici strumenti a percussione, con facili modalità di utilizzo alla portata anche di coloro che non conoscono la musica.
    Attraverso l’esperienza diretta della pratica musicale d’insieme i partecipanti potranno sperimentare in prima persona e comprendere con semplicità e quali sono le strategie più efficaci che consentono ai musicisti di sviluppare capacità di resilienza, sulla base delle regole di resilienza della jazz band: superamento della routine, riduzione delle regole e aumento dell’autonomia, accoglienza nei riguardi dello stato di caos, alternanza in guida e supporto, valorizzazione dell’errore, competenza condivisa e sincronizzazione dinamica
     
    Fare musica insieme come modello per il lavoro di squadra
    Questa parte potrà essere dedicata alla realizzazione di attività musicali d’insieme, con un intento prima di tutto ludico e di coinvolgimento, ma al tempo stesso con lo scopo di ribadire temi e concetti trattati nei due step precedenti.
    Alcune attività possibili, tra cui scegliere in base al tempo disponibile: attività di bodypercussion, cori parlati, attività polifonica cantata, attività con i boomwhackers.
    Le suddette attività consentono di mettere a fuoco alcuni requisiti indispensabili per la realizzazione di performance complesse ad elevata prestazione, come ad esempio:
    - precisione (> approssimazione) nell’esecuzione di ogni gesto e nella gestione di ogni dettaglio.
    - concentrazione crescente (> deconcentrazione frequente) nella preparazione e nell’esecuzione.
    - considerazione (> indifferenza) per le persone e degli errori, che da occasioni di colpevolizzazione si trasformano in risorsa necessaria per migliorare.
    - pro-azione (>re-azione) per rilevare e prevenire ogni possibile errore.
    - condivisione di una comune visione (oltre che di codici, metodi, procedure, tecniche, competenze, obiettivi).
    - valorizzazione (> svalutazione) di persone, competenze, sentimenti, potenzialità.
    - collaborazione (> competizione): promozione di interazioni finalizzate a dare e ricevere aiuto, prevenendo antagonismi dannosi e perdenti.
    - integrazione (> dispersione): coinvolgimento finalizzato a respirare insieme, sentendosi un corpo e un’anima sola coi colleghi.
    - cortesia e allegria, ironia e autoironia (> freddezza ed estraneità), in tutte le relazioni interpersonali.
    - ascolto profondo e reciproco (> sordità e chiusura): atteggiamento costante, che qualifica l’appartenenza di ognuno all’Orchestra/Azienda.

  • Per informazioni

    Per infomrazioni: Michela Rossetto e Nora Sperotto, tel. 0444 333813, customaziende@cuoa.it

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