Il magazzino automatizzato e la supply chain
8 Ottobre 2025
Dopo il Covid sono state messe in discussione la robustezza delle attuali supply chain (mancanza di resilienza, mancanza di forniture, blocco delle attività…); la struttura delle supply chain (rilocalizzazione, allocazione delle scorte…); i processi di pianificazione e gestione dei materiali; è arrivato l’utilizzo massiccio dell’Intelligenza Artificiale, anche se pochi sanno realmente utilizzarla.
In un contesto competitivo così variabile la scelta della soluzione tecnologica – nell’ottica della maggiore flessibilità – è una delle valutazioni basilari del processo. Uno studio di ricerca di mercato post – pandemia condotto su più di 650 aziende, in 7 settori industriali e 30 Paesi stima che il mercato globale dell’automazione del magazzino (elemento chiave della logistica moderna) raggiungerà il traguardo di 30 miliardi di dollari entro il 2026, con una crescita del 14% tra il 2020 e il 2026.
Un magazzino, peraltro, non deve necessariamente essere completamente automatizzato. È necessario sapere cosa è più appropriato automatizzare e cosa no, in relazione al valore aggiunto dell’automazione e valutando dove (in termini economici) le risorse sono maggiormente impegnate (spazio/volume, personale…).
L’automazione deve essere funzionale a garantire la crescente frammentazione degli ordini, la riduzione dei tempi di consegna, la correttezza delle operazioni di picking e spedizione, la sicurezza (personale e merce) ed ergonomia, l’attenzione alla sostenibilità. Tutto ciò sottolineando un’enfasi sempre maggiore sul picking per soddisfare la variabilità e velocità della domanda. La flessibilità richiesta deve essere garantita da 3 caratteristiche emergenti: scalabilità, riconfigurabilità, integrazione fisica.
La flessibilità richiesta dalle supply chain deve essere garantita da un’analoga flessibilità gestita nei magazzini. Le tecnologie tradizionali, anche di automazione, che separano le aree di stoccaggio e picking limitano la continuità dei flussi e inseriscono rigidità nel sistema. Lo stock non deve più essere visto come una quota di materiale a sé stante, rispetto alla parte in fase di picking e spedizione. Lo stock è da considerarsi materiale in transito, ove le diverse categorie, basate ad esempio sull’Indice di Rotazione, indicano velocità differenti di attraversamento.
In tale ottica, si sviluppano nuove tecnologie innovative orientate all’abbattimento delle barriere fisiche tra aree di stock e di picking, unificando i sistemi di movimentazione che si adattano a entrambe le zone. Se il sistema della domanda è complesso, anche il sistema dell’offerta lo deve diventare. Poiché molte attività in parallelo semplici garantiscono migliori prestazioni e flessibilità di poche operazioni complicate, le nuove tipologie di automazioni si stanno orientando verso una destrutturazione del sistema magazzino. Ad esempio:
- Autostore destruttura prelievo e movimentazione, mentre gli scaffali permangono
- Exotec destruttura prelievo, movimentazione e trasporto al picking, mentre gli scaffali permangono
- Kiva destruttura scaffali, prelievo e movimentazione
- Geek+ destruttura prelievo, movimentazione e trasporto al picking, mentre gli scaffali permangono.
Questa de-strutturazione conduce a una modularità e componibilità elevata e pertanto l’automazione variabile in termini di numero di attrezzature, numero di missioni, variabilità flussi garantisce la risposta alla variazione della domanda.
La flessibilità deriva dal comportamento complesso di elementi semplici coordinati. Ogni macchinario si semplifica da punto di vista strutturale e si complica dal punto di vista dei meccanismi/dispositivi interni.
Nel contesto della flessibilità si può inserire una nuova modalità di relazione commerciale, in quanto la tecnologia «invecchia» rapidamente; la tecnologia è sempre user friendly, ma developer complex; gli investimenti devono essere recuperati in tempi brevi e le soluzioni realizzate devono potere variare nel tempo: una risposta è definita dal RaaS, ovvero Robot as a Service. In tale modalità cliente e fornitore si integrano nel tempo e affrontano congiuntamente le evoluzioni degli scenari.
I sistemi logistici devono evolvere continuamente per rispondere alle sfide di un mercato in costante trasformazione. L’adozione delle tecnologie più innovative richiede non solo investimenti, ma anche competenze adeguate per integrarle efficacemente nelle strategie aziendali, garantendo flessibilità, efficienza e sostenibilità.
A cura di Carlo Rafele, professore ordinario di Supply Chain Management presso il Politecnico di Torino e coordinatore scientifico corso Logistica Trasporti e Automation