L’efficienza digitale: combattere gli sprechi nel mondo del software
30 Ottobre 2025
A cura di Michele Baruffato, docente CUOA e Partner di Considi, esperto lean e responsabile del progetto GearFactory 4.0 e del protocollo Considi per la trasformazione digitale
La trasformazione digitale ha rivoluzionato il mondo aziendale, creando nuove opportunità grazie all’integrazione di software avanzati e tecnologie digitali. Tuttavia, come spesso accade in ogni processo di innovazione, l’adozione di nuove tecnologie porta con sé sfide inaspettate, tra cui il rischio di generare sprechi. Nel contesto della “fabbrica digitale”, è essenziale identificare e ridurre questi sprechi per migliorare l’efficienza e ottimizzare i processi aziendali.
Nel mondo del software, gli sprechi possono essere suddivisi in diverse categorie, ognuna delle quali contribuisce a inefficienze significative. Un esempio tipico riguarda l’inserimento manuale dei dati, che, se non automatizzato, comporta attività ripetitive e soggette all’errore umano. Questo tipo di spreco, spesso evitabile, rallenta le operazioni e aumenta la probabilità di errori, con conseguenti perdite di tempo e risorse.
Un altro spreco rilevante è rappresentato dalla presenza di bug nei sistemi software. Questi errori possono causare interruzioni imprevisti nei processi, obbligando gli operatori a riavviare il sistema o a gestire manualmente situazioni anomale. Questo non solo incide sulla produttività, ma può anche generare costi aggiuntivi dovuti a perdite di materiali o tempo.
In molte organizzazioni, il software non è progettato per coprire tutte le casistiche operative, creando così la necessità di workaround improvvisati dagli utenti, come l’uso di fogli di calcolo esterni per compensare la mancanza di funzionalità. Queste soluzioni temporanee non solo aumentano il rischio di errori, ma rendono anche i processi meno coerenti e difficili da monitorare.
Un altro spreco comune è l’assenza di alert per anomalie. In un sistema che non segnala tempestivamente quando un processo si allontana dai parametri normali, gli operatori non sono in grado di intervenire in tempo per correggere deviazioni o interruzioni, generando sovrapproduzione o inefficienze che potrebbero essere facilmente evitate.
La user experience è un altro fattore cruciale. Un software con un’interfaccia non intuitiva richiede agli utenti di compiere azioni inutili, aumentando i tempi di lavoro e riducendo l’efficacia complessiva. La disposizione confusa delle informazioni o la mancanza di una navigazione chiara porta a distrazioni e frustrazioni, rallentando l’intero processo lavorativo.
Anche l’assenza di apprendimento nelle piattaforme digitali è un freno alla produttività. I software che non si adattano dinamicamente alle abitudini dell’utente o non sono in grado di suggerire modifiche per ottimizzare i processi diventano obsoleti rapidamente, non sfruttando appieno le potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico.
Infine, la sovracomplessità nell’assistenza è un altro spreco che emerge nelle organizzazioni che dipendono fortemente da fornitori esterni per modifiche al sistema. Questo approccio può rallentare l’evoluzione dei processi aziendali e aumentare i costi, rendendo l’azienda vulnerabile in caso di cambiamenti o richieste urgenti.
Per affrontare questi sprechi, le aziende devono adottare un approccio snello, che mira a ridurre al minimo le attività senza valore aggiunto. L’introduzione di soluzioni digitali che favoriscano l’automazione, migliorino la gestione dei dati e ottimizzino l’esperienza utente può ridurre drasticamente gli sprechi, migliorando non solo l’efficienza operativa, ma anche la competitività sul mercato.
Il futuro della fabbrica digitale dipende dalla capacità delle aziende di evolversi rapidamente, eliminando i fattori di inefficienza e adattandosi alle nuove tecnologie. Riconoscere e correggere questi sprechi non è solo una necessità operativa, ma una strategia fondamentale per il successo a lungo termine nell’era digitale.