Un approfondimento sul Lean Day 2026 dedicato al ruolo di comportamenti, emozioni e routine difensive nei processi di cambiamento e trasformazione lean nelle organizzazioni.

a cura di Andrea Furlan, Direttore Scientifico CUOA Lean Center ed Executive Master in Lean Management, Professore Ordinario di Management, Dipartimento di Economia e Management Università di Padova

Comportamenti e routine difensive nel cambiamento organizzativo

Il tema del Lean Day 2026 nasce dall’incontro tra due prospettive solo in apparenza distanti, ma in realtà profondamente complementari: da un lato la ricerca sui processi organizzativi e sulle routine difensive che ostacolano il cambiamento; dall’altro l’esperienza concreta delle trasformazioni lean nelle imprese, dove il successo non dipende solo da strumenti e tecniche di lean management, ma soprattutto da comportamenti, emozioni e modi di apprendere.

Le organizzazioni, infatti, non cambiano perché introducono nuove procedure, ma perché cambiano i comportamenti delle persone. La ricerca sulle routine difensive, nell’ambito del comportamento organizzativo, mostra come nei contesti di lavoro gli individui tendano spesso ad attivare schemi automatici e protettivi nelle interazioni sociali. Questi comportamenti, pur essendo funzionali nel breve periodo per evitare conflitti o situazioni imbarazzanti, hanno un costo elevato nel lungo termine: riducono la capacità di apprendimento profondo (double-loop learning), limitano l’innovazione, ostacolano il riconoscimento degli errori e bloccano conversazioni cruciali per il miglioramento.

Paradossalmente, anche quando le organizzazioni introducono cambiamenti o interventi di miglioramento, queste routine non scompaiono. Anzi, spesso si rafforzano. Le persone non abbandonano automaticamente i comportamenti difensivi: li proteggono, soprattutto quando percepiscono minacce al proprio ruolo, alla propria identità professionale o alla propria sicurezza psicologica. È in questo intreccio tra emozioni e comportamenti che si gioca la vera resistenza al cambiamento (Auqui-Caceres e Furlan, 2026).

Il ruolo delle emozioni nelle trasformazioni lean

Ed è proprio qui che la prospettiva lean diventa decisiva. Le trasformazioni snelle non sono semplicemente un insieme di strumenti operativi, ma un processo evolutivo che richiede la capacità di modificare in profondità le routine organizzative. In questa prospettiva, pratiche come il Kaizen o il problem solving sistematico — centrali nel Lean Thinking — non funzionano solo come metodi di miglioramento, ma come “scaffolders” comportamentali: strutture che supportano gradualmente l’apprendimento, la riflessione e la sperimentazione. Tuttavia, senza un lavoro consapevole sulla dimensione emotiva, anche le migliori pratiche rischiano di rimanere superficiali o temporanee.

Il Lean Day 2026 nasce proprio per affrontare questa domanda centrale: come si cambia davvero il comportamento nelle organizzazioni e si gestisce la resistenza al cambiamento nei processi di trasformazione lean? Come si supera la resistenza invisibile delle routine difensive che bloccano l’apprendimento e l’innovazione?

Durante la giornata, queste tematiche verranno esplorate mettendo in dialogo ricerca e pratica manageriale. Da un lato, il contributo della psicologia dei comportamenti e dei processi di cambiamento, rappresentato da Giorgio Nardone, che da anni studia le dinamiche con cui emozioni e percezioni influenzano le reazioni individuali e collettive. Dall’altro, l’esperienza concreta di trasformazione organizzativa guidata dal Kaizen, portata da Pierluigi Tosato, CEO di Segafredo Zanetti, che ha tradotto la filosofia del miglioramento continuo in pratiche gestionali quotidiane. Io cercherò di tracciare un ponte tra teoria e pratica, cercando di isolare delle pratiche manageriali che la scienza organizzativa ha individuato per sviluppare intelligenza emotiva nelle organizzazioni al fine di attivare e rendere sostenibili percorsi di trasformazione snella.

Nel corso della mattinata verrà quindi affrontato un tema spesso trascurato nelle trasformazioni organizzative: il ruolo delle emozioni. Paura, rabbia, frustrazione, ansia, gioia non sono variabili marginali, ma fattori determinanti che possono attivare resistenze oppure abilitare comportamenti proattivi, collaborazione e apprendimento. Comprendere e gestire questa dimensione significa rendere possibile un cambiamento sostenibile nel tempo.

Dal Lean Thinking alla pratica manageriale

Nel pomeriggio, sessioni parallele e una tavola rotonda con imprenditori e manager offriranno un confronto diretto su esperienze reali di applicazione del Lean Thinking, traducendo le riflessioni teoriche in pratiche operative. Partecipare al Lean Day 2026 significa entrare in uno spazio di lavoro e riflessione dedicato alle sfide attuali del cambiamento organizzativo: non solo quali strumenti usare per migliorare, ma come trasformare realmente i comportamenti che rendono possibile una trasformazione lean sostenibile.

Bibliografia
Auqui-Caceres M., Furlan A., 2026, Why do defensive routines persist in organizational contexts? Results from a two‐year ethnographic action research, European Management Review, early view