A cura di Bastiaan Brouwer, Faculty member CUOA Business School.

Operare per progetti in contesti caratterizzati da incertezza, rapidità di cambiamento e interdipendenze tra le funzioni richiede un ripensamento dei modelli di Project Management tradizionali. In un mondo definito VUCA (volatile, incerto, complesso e ambiguo), la sfida non è tanto prevedere il futuro, quanto sviluppare la capacità di adattarsi velocemente, pur mantenendo una direzione strategica chiara.

L’Agile Project Management nasce proprio per rispondere a questa esigenza. Non come insieme di tecniche isolate, ma come sistema coerente che integra Project Management, Lean Thinking, e Agile, con l’obiettivo di innovare prodotti e servizi in modo efficace e efficiente.

Dalla complessità alla direzione strategica: Lean e Agile come sistemi complementari

Uno dei primi nodi da affrontare nella gestione Agile dei progetti riguarda il rapporto tra Lean Thinking e Agile Management. Lontano dall’essere approcci alternativi, i due sistemi risultano complementari: il Lean aiuta a definire il valore e il flusso; l’Agile consente di adattare rapidamente le soluzioni lungo il percorso.

In quest’ottica, il tema della Strategic Agility diventa centrale: impostare una rotta chiara, ma accettare che il modo per raggiungerla emerga progressivamente, attraverso cicli di sperimentazione, feedback e apprendimento continuo.

Scrum come framework operativo per la gestione dei progetti

Quando si arriva alla fase operativa del progetto, diventa necessario un sistema efficace per organizzare il lavoro del team. Il framework Scrum fornisce una struttura leggera, ma rigorosa che consente di gestire progetti complessi attraverso cicli brevi e frequenti momenti di ispezione e adattamento.

Gli eventi Scrum – dallo Sprint Planning alla Review e alla Retrospective – non sono semplici rituali, ma veri e propri momenti di governo del progetto, in cui allineamento, feedback e miglioramento continuo diventano parte integrante del lavoro quotidiano.

Uno dei passaggi più significativi dell’Agile Project Management riguarda l’evoluzione dei ruoli. La figura del Product Owner sostituisce la logica del Project Manager tradizionale, assumendo il ruolo di custode del valore e voce del cliente all’interno del team. Il ruolo dello Scrum Master diventa cruciale nel garantire efficacia ed efficienza, facilitando la collaborazione e rimuovendo gli ostacoli.

Strumenti come le User Story e la User Story Mapping permettono di tradurre bisogni complessi in elementi di lavoro prioritizzati, alimentando un Product Backlog che evolve nel tempo. Il progetto non è più governato da un piano statico, ma da una visione dinamica del valore da rilasciare.

Le Retrospective, il Team Coaching e la mappatura del Flusso di Valore aiutano a spostare l’attenzione dall’organigramma al lavoro che scorre. Il principio guida diventa chiaro: prima il flusso di valore, poi l’organizzazione.

Oltre il singolo team: Business Agility e scalabilità

Quando l’Agile si estende oltre il perimetro di un singolo progetto, emergono temi di Business Agility e di scalabilità organizzativa. Comprendere come coordinare più team, quali modelli adottare e come mantenere coerenza strategica diventa essenziale per evitare una frammentazione delle iniziative. In questo senso, l’Agile Project Management rappresenta una base per progettare organizzazioni capaci di apprendere, adattarsi e innovare nel tempo, mantenendo il focus sul valore e sul flusso.

Il percorso Agile Project Management di CUOA Business School Attraverso simulazioni, strumenti pratici, confronto diretto e un project work guidato, permette ai partecipanti di sviluppare le competenze necessarie per portare l’Agile Project Management nei propri contesti professionali. In più, il programma, attraverso una simulazione d’esame, prepara alle certificazioni Certified Scrum Master (CSM®) – Scrum Alliance e Professional Scrum Master I (PSM I) – Scrum.org.