Daniele Pasquetto racconta come si guida la crescita di un’impresa familiare: integrare competenze operative ed economico-finanziarie, far evolvere le responsabilità delle persone e portare alla proprietà una lettura autonoma delle condizioni per lo sviluppo.

Sei diventato direttore generale alla soglia dei quarant’anni. Quali esperienze ti hanno preparato al ruolo?
Ho iniziato come progettista e poi assunto la responsabilità di uffici tecnici, lavorando in imprese familiari e multinazionali. Nella piccola impresa ho imparato a conoscere i diversi aspetti dell’azienda e a leggerne le relazioni. Nella grande ho acquisito il rigore delle procedure e la capacità di seguire progetti dall’inizio alla fine, coordinandomi anche con persone di altri Paesi.
L’MBA ha completato questa esperienza con una visione economico-finanziaria e di governance. Per assumere la direzione generale è stato decisivo mettere insieme la conoscenza delle operations e la comprensione degli equilibri complessivi dell’impresa.

Hai guidato una crescita importante. Quali competenze servono per sostenerla?
Opero nel settore dell’energia, che sta attraversando una fase espansiva. In cinque anni il fatturato è triplicato e le persone sono passate da 25 a 50. Abbiamo accompagnato il passaggio da modalità di lavoro artigianali a processi industriali, per competere sui mercati internazionali. Servono competenze economico-finanziarie per valutare la sostenibilità dei passi da compiere e indicatori che segnalino eventuali squilibri. Occorre poi saper costruire piani a medio termine e seguirne l’attuazione. Sul piano organizzativo, il cambiamento riguarda soprattutto le prime linee: persone brave a svolgere il proprio lavoro devono imparare a dirigere gruppi. La crescita richiede di rivedere processi e responsabilità, preparando le persone a esercitarle.

Partecipi al confronto con gli organi di governance di un’impresa familiare. Quale contributo porti?
Partecipo come direttore generale, senza essere componente del CdA. Il mio contributo è tradurre le idee di sviluppo della proprietà in progetti concreti, chiarendo i passi necessari e le condizioni operative per realizzarli. Allo stesso tempo, devo trasmettere all’organizzazione gli indirizzi dei proprietari. Essere esterno alla famiglia mi permette di portare valutazioni autonome rispetto alle sue dinamiche relazionali. La conoscenza dell’azienda aiuta a dare concretezza al confronto, collegando le prospettive di crescita alle capacità e ai vincoli dell’organizzazione.

Profilo

Daniele Pasquetto, laureato in Ingegneria elettrica all’Università di Padova, ha completato l’Executive MBA part time, L’Executive Master in Crisis e Change Management e il percorso Il Ruolo di Consigliere Indipendente CUOA. Ha maturato un’esperienza nella progettazione, nella direzione tecnica e nelle operations di imprese familiari e multinazionali. Oggi è direttore generale di una PMI familiare del settore dell’energia.

Intervistato da Paolo Gubitta e Mirca Toniolo