Il Piano di Sviluppo Aziendale è la chiave per la crescita sostenibile delle PMI.

Dalla strategia al private equity, passando per M&A e cultura manageriale per competere in un mercato globale.

Il ciclo 2025 dei workshop C-Level si snoda con un filo conduttore costituito dalla crescita e dalle diverse sfide e sfaccettature che un percorso di crescita impone (a livello strategico, organizzativo, di gestione dei rischi, di reperimento capitali, ecc..). In un mercato sempre più competitivo e globalizzato, le imprese devono necessariamente intraprendere un percorso di crescita e sviluppo per rimanere competitive.

La crescita non è solo una scelta strategica, ma una necessità per affrontare le sfide del mercato e cogliere le opportunità di espansione. Crescere in modo significativo significa spesso pianificare un percorso di sviluppo tramite M&A. La crescita per linee interne può risultare in molti casi lenta e complessa e non sempre risolve il problema atavico del limitato sviluppo dimensionale che caratterizza il sistema delle PMI italiane.

Le acquisizioni, al contrario, possono consentire alle imprese di espandersi rapidamente, accedendo a nuove risorse, competenze e mercati. Attraverso l’acquisizione di altre aziende, è possibile ottenere sinergie operative, ridurre i costi e aumentare la quota di mercato. Tuttavia, per intraprendere un percorso di acquisizioni, è fondamentale avere una solida cultura manageriale e competenze adeguate. Le imprese devono essere in grado di valutare correttamente le opportunità di acquisizione, gestire i processi di integrazione (a livello operativo, a livello culturale soprattutto in contesti internazionali) e mitigare i rischi associati.

L’apertura del capitale al private equity può rappresentare un’altra opzione da valutare nella pianificazione di una strategia di crescita. Il private equity può fornire le risorse finanziarie necessarie per sostenere l’espansione e lo sviluppo dell’impresa. Inoltre, i fondi di private equity spesso apportano competenze manageriali e strategiche che possono aiutare l’impresa ad analizzare i mercati, migliorare le proprie performance e a raggiungere nuovi obiettivi di crescita.

In questo senso occorre sfatare un mito. Per quanto abbiamo assistito, soprattutto in passato, a casi di interventi di fondi con ottiche puramente speculative, sempre più oggi i fondi ragionano con una visione e un’ottica industriale, come partner di un cammino (da percorrere in molti casi assieme all’imprenditore) apportando risorse, competenze, modelli che possano far crescere il valore dell’azienda.

La crescita non può essere improvvisata e per affrontare con successo percorsi di sviluppo ed espansione le imprese devono fare un salto di qualità manageriale. È necessario in primis avere una chiara visione strategica e strutturati modelli di pianificazione strategica. Parallelamente è imprescindibile sviluppare una cultura manageriale diffusa orientata all’innovazione e al cambiamento, investire in competenze adeguate, adottare modelli organizzativi efficaci, a partire da un solido modello di governance. Inoltre, è fondamentale implementare adeguati sistemi di presidio dei rischi per garantire la sostenibilità del percorso di crescita.

In altri termini, la crescita impone precise sfide e mette in luce spesso inesorabili carenze strutturali dell’impresa. Senza una cultura manageriale solida, senza competenze adeguate e modelli organizzativi efficaci risulta molto difficile (se non impossibile) affrontare con successo le sfide del mercato e cogliere le opportunità di crescita.

A cura di Francesco Gatto, Responsabile Area Finance e Direttore Executive Master in Finance CUOA.

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