Intervista a Francesco Scelsi e Antonio Mendo, Fondatori e Amministratori di Proteko.

L’esperienza dell’azienda Proteko rappresenta un case study estremamente interessante che offre diversi e significativi spunti di riflessione rispetto al rapporto che si può venire a instaurare tra il mondo delle PMI e il mondo del Private Equity.

Per approfondire la conoscenza di Proteko e soprattutto capire le ragioni e il processo che ha accompagnato l’azienda nella decisione di approcciare il Private Equity, abbiamo posto alcune domande agli Amministratori e Fondatori della Società, Francesco Scelsi e Antonio Mendo.

Ne emerge un quadro con vere e proprie lezioni frutto di visione, consapevolezza, lucidità, coraggio e capacità di mettersi in discussione.

Partiamo dalla storia di Proteko: com’è nata, con quale visione e come si è sviluppata dall’origine ad oggi

Proteko S.p.A. è stata costituita nel giugno 2016, quindi, 9 anni fa. È nata come un progetto tra colleghi che condividevano le stesse idee e che un giorno hanno volute metterle in pratica. In sintesi, volevamo avere una nostra azienda e che questa fosse come una creatura da far crescere in modo sano e professionale.

PROTEKO opera nel settore della sicurezza negli ambienti di lavoro e, dal punto di vista organizzativo, è suddivisa in 4 macro-aree tecniche:

  • Sicurezza macchine
  • Antincendio
  • Consulenza e formazione per la salute e sicurezza
  • Medicina del lavoro

I principali fattori che hanno favorito la crescita di Proteko nel mercato sono:

  • Competenza, professionalità e conoscenza del mercato
  • Velocità di risposta al cliente
  • Determinazione alla crescita e al controllo dei numeri
  • Informatizzazione dei servizi

Attualmente il Gruppo Proteko conta circa 140 collaboratori distribuiti in 3 società e 8 sedi operative sul territorio italiano; entro la fine del presente anno si prevede di arrivare a 190 collaboratori con l’acquisizione di altre 3 aziende del settore. Proteko ha chiuso il 2024 con un fatturato di circa 15 milioni (rispetto a circa 13 nel 2023), EBITDA di circa 4 milioni (rispetto a circa 3,4 milioni nel 2023).

Arriviamo alla scelta di aprire il capitale a un fondo: motivazioni, obiettivi e timori

Proteko ha da sempre inseguito l’idea di essere “subito grande”. Ad esempio, non appena costituita l’azienda, si è immediatamente assunto un dipendente tecnico (prima ancora di avere dei contratti con i clienti), per presentarsi nel mercato come una azienda professionale e strutturata.

Fin dal primo giorno, nella visione dei soci fondatori è stata sempre presente l’idea di crescere, di fare diventare grande Proteko fino al punto che poi potesse continuare questa visione di crescita, eventualmente anche oltre la presenza dei suoi soci fondatori.

Per realizzare questa nostra visione ad un certo punto abbiamo ritenuto necessario l’inserimento nella Società di un partner che ci potesse aiutare in modo concreto al raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo prefissati.

Nel 2022 siamo stati avvicinati da un advisor (Stefano Oddo) che ci ha prospettato un percorso di crescita insieme ad un partner industriale molto più grande e rinomato di noi, ma che sinceramente non corrispondeva al nostro vero obiettivo: noi volevamo continuare ad avere la nostra identità che invece, in quel caso, sarebbe scomparsa.

Di conseguenza, dopo una lunga trattativa durante la quale si è compreso che con il partner industriale non avevamo idee corrispondenti, il medesimo Advisor, comprese le nostre reali volontà, ci ha prospettato di avvicinarci ad un fondo di investimento piuttosto che ad un partner industriale.

Così, nel febbraio 2023, sempre con il supporto dell’Advisor abbiamo iniziato a conoscere alcuni fondi del territorio italiano e, in pochi mesi, abbiamo conosciuto ben 8 diversi fondi. Il timore fondamentale era scegliere un partner non adeguato a noi e questo era un errore che proprio non potevamo permetterci…

Come è stato l’approccio di Proteko verso il fondo e viceversa? Gli elementi che hanno convinto nella scelta di Finint

Da febbraio ad aprile 2023 abbiamo iniziato un percorso di presentazione a vari fondi, tra cui il fondo FININT Equity for Growth (che peraltro è stato il primo contatto) e ritengo che la scelta sia stata dovuta al fatto che da subito abbiamo avvertito il giusto feeling con questo fondo.

La scelta è stata rivolta su di loro anche perché, al di là della mera “chimica”, con le persone che operano all’interno di Finint si è instaurato da subito un rapporto di fiducia reciproca ed inoltre abbiamo visto in loro quell’aiuto che cercavamo, dato che, essendo un’istituzione radicata nel nostro territorio, hanno numerosi contatti che possono rappresentare importanti fonti di crescita per Proteko.

In estrema sintesi Finint ci ha messo a nostro agio e non abbiamo visto in loro solo “numeri”, ma un reale interesse per il nostro progetto nonché la passione e visione del nostro futuro. Ritengo che abbiamo avuto la fortuna di incontrare persone con le quali si può parlare, discutere e crescere insieme.

Il percorso con Finint: impatto sul modello di governance, strategia e gestione

Dopo tutte le verifiche e procedure del caso, il 14 dicembre 2023 Finint è entrata nel capitale sociale di Proteko con il 60% delle quote azionarie ed è iniziata una nuova avventura: di comune accordo, abbiamo deciso di coinvolgere all’interno della Società anche 10 manager e responsabili che sono stati inseriti con una piccola quota di partecipazione azionaria.

Sulla base di questo modello, che riteniamo vincente, abbiamo avviato il nostro percorso con Finint ponendoci un obiettivo di crescita decisamente importante: triplicare il fatturato dell’azienda in 4 anni.

Dall’ingresso di Finint, nel CdA sono presenti 2 nuovi amministratori e un Presidente che sono espressione del fondo, ma questo non ha mutato l’attività ordinaria dell’azienda. Infatti, dal punto di vista operativo, Finint non è solita intervenire se non siamo noi a chiedere loro un aiuto.

Ovviamente da parte di Finint è richiesto che con cadenza settimanale e mensile siano inviati alcuni report adeguatamente strutturati per comprendere e monitorare l’andamento dell’azienda, ma anche questo ci sta comunque facendo crescere capendo come l’azienda funziona e come è opportuno strutturarla.

Di comune accordo con Finint, infatti, si è deciso, ad esempio, di assumere un Responsabile HR, un Responsabile Commerciale e un Controller per riuscire a gestire la crescita in modo organizzato. Questo consentirà di migliorare le performance aziendali, ma è opportuno precisare che non siamo mai stati obbligati dal fondo a scelte non volute.

Ad esempio, le figure da inserire non sono mai state imposte o selezionate da loro, ma hanno sempre lasciato la decisione ultima a noi, senza intervenire con persone di diretta selezione o conoscenza del Fondo.

In Proteko il contributo maggiore del fondo è attualmente attinente alla ricerca sul mercato di nuove aziende del nostro settore da acquisire, per poi anche aiutarci ad integrarle all’interno di Proteko.

Nel gennaio 2025 sono state concluse le prime 2 acquisizioni aziendali: una in Toscana e una a Treviso; inoltre, entro l’anno, sono previste operazioni con altre 3 aziende di cui 2 in Emilia Romagna e una nel Bresciano.

L’obiettivo è arrivare a coprire tutto il centro-nord Italia con i nostri servizi e raggiungere il ragguardevole fatturato di 40 milioni nel 2028 a partire dai 12 milioni del 2023.

Per far questo dobbiamo lavorare con sinergia in tutte le direzioni, procedendo con acquisizioni mirate in posizioni strategiche, ma soprattutto favorendo la crescita interna e valorizzando con continuità le risorse umane che abbiamo in squadra.

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