Ogni rivoluzione tecnologica porta con sé una promessa: fare di più, meglio e più velocemente.
Anche l’intelligenza artificiale viene raccontata così. Strumenti sempre più potenti, processi più efficienti, nuove opportunità di crescita e innovazione.
Eppure il più recente rapporto State of the Global Workplace 2026 di Gallup suggerisce una lettura diversa: il vero fattore che determinerà il successo della trasformazione digitale non sarà la tecnologia, ma la capacità delle organizzazioni di coinvolgere, sostenere e sviluppare le persone che dovranno guidarla.
I dati raccolti da Gallup mostrano infatti che nel 2025 l’engagement dei lavoratori a livello globale è sceso al 20%, il livello più basso registrato dal 2020. È il secondo anno consecutivo di calo e nessuna area geografica del mondo ha registrato un miglioramento rispetto all’anno precedente.
Ma il dato più rilevante non riguarda i collaboratori. Riguarda chi li guida.

La fatica del management

Per anni i manager sono stati considerati il motore del coinvolgimento organizzativo. Oggi sembrano essere diventati uno dei punti di maggiore fragilità.
Secondo Gallup, gran parte della diminuzione dell’engagement globale è attribuibile proprio al calo di coinvolgimento dei manager, che negli ultimi anni hanno visto aumentare responsabilità, complessità decisionale e pressione legata al cambiamento.
La sfida non è difficile da comprendere. Ai manager si chiede contemporaneamente di raggiungere risultati, accompagnare le persone nel cambiamento, gestire modelli di lavoro sempre più flessibili, adottare nuove tecnologie e mantenere elevata la motivazione dei team.
In altre parole, devono garantire stabilità mentre tutto intorno continua a cambiare. Non sorprende quindi che proprio questa figura stia vivendo una fase di crescente affaticamento.

Il paradosso della trasformazione digitale

Il rapporto dedica ampio spazio all’intelligenza artificiale e arriva a una conclusione che può sembrare controintuitiva. L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende non è principalmente un problema tecnologico. È un problema manageriale.
Le organizzazioni che introducono nuovi strumenti senza investire sulle persone rischiano infatti di ottenere risultati limitati. Al contrario, quando i manager accompagnano attivamente i collaboratori nell’utilizzo delle nuove tecnologie e dei sistemi di intelligenza artificiale, la percezione del valore generato aumenta significativamente.
La tecnologia può amplificare capacità già presenti. Difficilmente può sostituire leadership, fiducia, chiarezza e visione. Per questo motivo la vera domanda che le organizzazioni dovrebbero porsi non è soltanto “Come adottare l’AI?”, ma “Abbiamo le persone e le competenze per guidarne l’adozione?“.

Engagement e benessere non sono la stessa cosa

Un altro elemento interessante riguarda il benessere delle persone. Dopo alcuni anni difficili, Gallup registra un lieve miglioramento degli indicatori di wellbeing. Tuttavia stress, rabbia, tristezza e senso di solitudine rimangono diffusi e superiori ai livelli registrati prima della pandemia.
Questo conferma un aspetto spesso sottovalutato. Il benessere è una condizione necessaria, ma non sufficiente.
Una persona può sentirsi tutelata e supportata senza necessariamente sentirsi coinvolta. L’engagement nasce quando le persone comprendono il senso del proprio lavoro, percepiscono la qualità delle relazioni e vedono riconosciuto il proprio contributo.
È qui che la leadership continua a fare la differenza.

Una sfida che riguarda anche l’Europa e l’Italia

Per le organizzazioni europee e italiane il tema appare ancora più urgente. Secondo il report, l’Europa continua a registrare i livelli di engagement più bassi a livello mondiale.
Un dato che dovrebbe stimolare una riflessione non solo sulle politiche HR, ma più in generale sui modelli di leadership aziendale, sui sistemi di sviluppo manageriale e sulla capacità delle organizzazioni di costruire contesti capaci di generare partecipazione e responsabilità diffusa.

Ripartire dalle persone

La lezione che emerge dal rapporto Gallup è semplice solo in apparenza. Mentre la tecnologia accelera, il valore della leadership aumenta. Perché ogni trasformazione, digitale o organizzativa che sia, continua a passare attraverso le persone e la qualità della leadership.
E forse la vera sfida dei prossimi anni non sarà imparare a convivere con l’intelligenza artificiale. Sarà aiutare manager e collaboratori a ritrovare coinvolgimento, energia e significato nel lavoro che svolgono ogni giorno.