di Paolo Gubitta e Mirca Toniolo

Antonio Miccoli unisce quindici anni di esperienza manageriale alla consulenza e agli investimenti con la holding di famiglia. Un profilo che può contribuire al lavoro del CdA con visione d’insieme, competenze nelle acquisizioni e attenzione ai rischi d’impresa.

Hai costruito la prima parte della tua carriera con un percorso manageriale interno a una grande azienda: come si è svolta?
Sono entrato a 25 anni come responsabile qualità in una grande impresa italiana a proprietà familiare, produttrice di macchinari industriali. A quel ruolo ho affiancato responsabilità organizzative sempre più ampie: il ripensamento della catena di fornitura, la gestione delle risorse umane per tre anni e la revisione del business dei servizi post-vendita. Ho imparato a valutare le prestazioni dei fornitori, negoziare e collegare processi e persone. Nel 2018, l’Executive Master of Business Administration presso CUOA Business School ha completato questa preparazione sul piano strategico ed economico-finanziario, aiutandomi a leggere l’impresa nel suo insieme.

Nel 2021 passi alla consulenza. Come si è sviluppata questa attività e quali competenze hai aggiunto?
Ho acquisito una partecipazione in una società di consulenza, di cui oggi sono amministratore. In questi anni ho analizzato oltre 200 dossier aziendali. Il confronto con imprese diverse mi ha permesso di riconoscere problemi ricorrenti e capire come altri imprenditori li avessero affrontati. Ho imparato a collegare esperienze e adattare soluzioni a contesti differenti. Ho approfondito l’analisi economico-finanziaria, il controllo di gestione e le operazioni di acquisizione, fusione e quotazione. Nelle acquisizioni, in particolare, la capacità di negoziare maturata nella gestione dei fornitori si è rivelata utile per affrontare interessi e posizioni diverse.

Quale contributo potresti portare in un consiglio di amministrazione?
Alle esperienze manageriali e consulenziali affianco quella di investitore: la mia famiglia ha una holding con cui gestisco già investimenti. In un CdA potrei portare tre contributi. Il primo è una visione d’insieme, per collegare gli obiettivi strategici ai piani di sviluppo e alle capacità organizzative. Il secondo è una competenza specifica nelle acquisizioni e fusioni, utile a valutare percorsi di crescita per vie esterne. Il terzo riguarda la compliance, cioè il rispetto delle regole: aiutare il consiglio a valutare i sistemi organizzativi e amministrativi che presidiano i rischi e permettono di cogliere per tempo i segnali di crisi.

Profilo

Antonio Miccoli ha conseguito l’Executive MBA part time presso CUOA Business School nel 2018. Ha maturato quindici anni di esperienza manageriale in una grande impresa manifatturiera italiana, occupandosi di qualità, organizzazione, fornitori, risorse umane e servizi post-vendita. Dal 2021 opera nella consulenza, con competenze in acquisizioni, fusioni, quotazioni e compliance. Gestisce investimenti attraverso la holding di famiglia.