A cura di Monica Dongili, Faculty Member CUOA Business School.

Negli ultimi anni, lavorando con imprenditori, manager e altri team leader, mi sono trovata spesso a stimolarli con una domanda apparentemente semplice ma capace di generare lunghi momenti di silenzio: “Siamo davvero un team?” La risposta non è così scontata come sembra.

Ogni giorno partecipiamo a riunioni, condividiamo obiettivi, analizziamo numeri e prendiamo decisioni. Utilizziamo continuamente la parola “team”: team di direzione, team commerciale, team di progetto, team operativo. Eppure, nella mia esperienza, molte delle realtà che si definiscono team sono in realtà gruppi di persone competenti che lavorano bene insieme, ma che non hanno ancora sviluppato una vera identità collettiva.
Questo tema è emerso con particolare forza durante il percorso Le Chiavi della Leadership, dove abbiamo approfondito cosa significhi oggi essere leader e, soprattutto, essere team leader.
La differenza tra gruppo e team non è una questione terminologica. È una differenza che può incidere profondamente sulla capacità di un’organizzazione di affrontare il cambiamento, innovare e creare valore nel tempo.

Quando un gruppo non è ancora un team

Mi capita spesso di osservare riunioni, come team coach, in cui ogni persona aggiorna gli altri sui risultati della propria area, espone problemi e attività in corso e poi torna al proprio lavoro. Tutto funziona, le persone sono preparate, le responsabilità sembrano chiare. Eppure manca qualcosa.
In questi casi non siamo necessariamente di fronte a un team. Siamo davanti a un gruppo di professionisti che collaborano, ma il cui successo dipende principalmente dalle performance individuali.
Un vero team nasce quando il risultato non può essere raggiunto da una singola persona o da una funzione isolata. Nasce quando l’interdipendenza diventa una necessità e non una scelta. C’è una seconda domanda che utilizzo spesso per aiutare i team leader e le organizzazioni a riflettere: “Che cosa potete realizzare insieme che non potete ottenere lavorando separatamente?“.
La qualità della risposta racconta immediatamente il livello di maturità del gruppo.

Dalla leadership individuale alla leadership condivisa

Uno degli aspetti che considero più interessanti riguarda il modo in cui viene esercitata la leadership. Per molti anni il modello prevalente, è stato quello in cui ogni membro del team riporta al leader, che raccoglie informazioni, prende decisioni e integra i contributi di tutti.
Un modello efficace in molti contesti, ma che mostra i suoi limiti quando la complessità aumenta. Sempre più organizzazioni stanno comprendendo il valore di una leadership condivisa, un approccio che ho avuto modo di approfondire e apprezzare lo scorso anno, attraverso gli studi, i contributi e i laboratori di Peter Hawkins.
In questi contesti il leader non è più l’unico punto di riferimento. La responsabilità viene distribuita, le persone si sentono reciprocamente coinvolte nei risultati e il successo diventa realmente collettivo. Non significa rinunciare alla leadership. Significa esercitarla in modo più maturo e sistemico.

Le caratteristiche dei team che fanno la differenza

Nella mia esperienza, i team ad alte prestazioni presentano alcune caratteristiche ricorrenti. Hanno uno scopo chiaro, condividono obiettivi concreti, si confrontano apertamente, gestiscono i conflitti senza evitarli e si assumono responsabilità reciproche. Soprattutto, mantengono viva l’identità di squadra anche al di fuori delle riunioni.
Le persone continuano a rappresentare il team nelle decisioni quotidiane, nelle relazioni interne e nelle interazioni con clienti e stakeholder. È in quel momento che il team smette di essere un concetto organizzativo e diventa una realtà concreta.

Una scelta strategica

Costruire un vero team richiede tempo, energia, fiducia e disponibilità a mettere in discussione alcune abitudini consolidate. Non sempre è necessario. Non tutti i gruppi devono diventare team. La vera sfida per i leader e le organizzazioni è capire quando la collaborazione profonda rappresenta un vantaggio competitivo e quando invece è sufficiente un efficace coordinamento.
Ma quando un gruppo riesce a sviluppare uno scopo comune che supera gli interessi individuali, accade qualcosa di straordinario. Il risultato collettivo diventa più grande della somma delle competenze presenti. Ed è in quel momento che un insieme di persone smette di essere semplicemente un gruppo e diventa una squadra capace di fare davvero la differenza.

E tu, come team leader, ti sei mai chiesto se il tuo è realmente un team o un gruppo di persone che lavora fianco a fianco? Vieni a scoprirlo con noi!