Ogni partecipante può scegliere due sessioni tra le otto proposte.
Implementare il Lean Management con successo: il ruolo della cultura organizzativa e delle pratiche lean soft - a cura di Pamela Danese, Direttore scientifico Master in Lean Management CUOA e il coinvolgimento di Giulio Zucconi, Deputy General Manager di Mitsubishi Electric Hydronics & IT cooling systems.
Nella letteratura accademica e manageriale si discute molto della necessità che la trasformazione snella sia accompagnata da un cambiamento culturale. L'obiettivo di questa sessione parallela è comprendere perché il cambiamento culturale sia, di fatto, così rilevante e cosa in pratica significhi in termini di cultura organizzativa e implementazione delle cosiddette pratiche lean soft, relative alla gestione delle persone.
La tecnologia Blockchain per la tracciabilità dei processi lungo le supply chain - a cura di Pietro Romano, Direttore scientifico Executive Master Operations & Supply Chain Management
La tecnologia Blockchain viene da molti considerata una delle più importanti invenzioni informatiche di questa generazione. A livello di supply chain promette di migliorare la tracciabilità, l’efficienza e la trasparenza dei processi. Un contesto ideale per l’implementazione pionieristica di questa tecnologia è il settore del vino, in cui può essere utilizzata per affrontare il problema della contraffazione e come leva di marketing, consentendo ai consumatori di conoscere l’origine delle bottiglie che vanno ad acquistare.
Digital e-commerce strategy - a cura di Cecilia Rossignoli, Direttore scientifico Executive Master in ICT Management e il coinvolgimento di Petra Schrott, Marketing & Digital Director Soda Stream Italia e Matteo Molon, Head of Omnichannel CX & Ecommerce Calzedonia.
L’innovazione digitale e la sua rivoluzione diventano un valore nel momento in cui producono crescita per le imprese, per il mercato, per la società e il suo territorio.
Come reso noto da recenti indagini, il settore dell’e-commerce sta attualmente registrando una crescita a due cifre con proiezioni che confermano questa tendenza anche per il futuro.
Le grandi piattaforme rappresentano il canale principale per il Made in Italy che vuole andare all’estero. Esse hanno la possibilità di effettuare enormi investimenti escludendo dal mercato chi non può stare al passo. Purtroppo, sono proprio i player più domestici che presentano le maggiori difficoltà e che si vedono “sfilare” importanti quote di mercato.
Governare strategicamente la trasformazione digitale - a cura di Andrea Vinelli, Direttore scientifico Executive MBA e MBA part time International Program CUOA e il coinvolgimento di Morris Fant, Italian Manufacturing Director e Paolo Guadagnin, Global Industrial Engineering Director, Safilo Group.
La quarta rivoluzione industriale – Industry 4.0 – mette a disposizione delle aziende un’ampia gamma di tecnologie che può essere sfruttata per ottenere un vantaggio competitivo. Ciò significa non solo scegliere su quali tecnologie investire, ma anche quale percorso di cambiamento intraprendere e come far evolvere il modello di business, i prodotti e servizi offerti, l’organizzazione, i processi e la supply chain in un mondo in continuo sviluppo. Da dove iniziare? Come formalizzare un set di obiettivi digitali che siano allineati con la strategia aziendale? Come tradurre una strategia digitale in piani operativi e azioni concrete?
2008 - 2018: il decennio degli shock della finanza. Cosa abbiamo imparato e le sfide per il futuro per i manager della finanza - a cura di Francesco M. Renne, Faculty Member CUOA
Dal 2008 al 2018 abbiamo assistito al decennio che ha rivoluzionato il modo di vedere la finanza: crisi bancarie, credit crunch, impennata dello spread, rischio sovrano, nuove regolamentazioni a livello europeo (es. Basilea, Mifid), ecc… È un decennio che ha anche fatto capire quale può essere il valore di una finanza utilizzata in modo virtuoso e corretto, nel rispetto dei principi della trasparenza. È questa l’eredità e al tempo stesso la sfida del decennio: rafforzare una finanza al servizio dell’economia reale, strettamente connessa alle vere esigenze del tessuto economico e imprenditoriale, come volano di sviluppo delle aziende.
Come gestire processi di M&A per lo sviluppo aziendale: le sfide della finanza e della crescita manageriale per la sostenibilità nel lungo termine - a cura di Cristian Iosio, Faculty Member CUOA
La crescita aziendale con i processi di M&A pone l’impresa di fronte e scelte e valutazioni ben precise, sia di carattere finanziario che manageriale. Affrontare progetti di acquisizione aziendali richiede un’accurata pianificazione delle fonti di finanziamento: il credito bancario non può essere l’unica fonte di capitali e sempre strumenti come la Borsa o il Private Equity possono essere seriamente presi in considerazione. Al tempo stesso la crescita aziendale richiede un investimento in cultura manageriale per preparare, monitorare e gestire un’acquisizione e la successiva fase di integrazione organizzativa.
La complessità della crescita internazionale - a cura di Diego Campagnolo, Direttore scientifico MBA Imprenditori CUOA e il coinvolgimento di Roberto Ceschin, Group HR and Organization Director, De' Longhi Group
Lo sviluppo internazionale dell’impresa è un processo complesso e pervasivo. Complesso perché si confronta sia con fattori esterni legati alla varietà e variabilità dei mercati e dei contesti istituzionali, sia con fattori interni legati alla disponibilità di risorse e competenze manageriali. Pervasivo perché impatta sull’organizzazione dell’impresa in modo crescente nel passaggio da logiche di esportazione a logiche di presenza diretta attraverso filiali estere. La complessità del processo è amplificata dal fatto che i risultati dipendono dalla capacità di saper gestire (e adattare nel tempo) la tensione tra le spinte all’adattamento locale e le esigenze di standardizzazione globale di prodotti, servizi e processi.
Employer branding: candidati o clienti? - a cura di Martina Gianecchini, Referente scientifica Executive Master HR Management CUOA e il coinvolgimento di Camilla Bacelle, University Relations & Employer Branding Specialist, General Electric.
Quali sono i motivi che spingono una persona a candidarsi per lavorare nella nostra azienda? Cosa rende unica, per i collaboratori, la nostra impresa? Sono queste alcune domande che si pongono le aziende quando definiscono la propria strategia di employer branding. L’employer branding deriva dall’applicazione delle logiche e degli strumenti del marketing alla gestione del personale. “Fare marketing” dell’azienda come datore di lavoro (employer) significa quindi definire l’insieme delle caratteristiche che rendono l’esperienza lavorativa in un’organizzazione unica e peculiare, e perciò differenziata da quella di altre imprese.